Il premio Rising Star agli EGR e il caso Pidiots mostrano un processo nel quale efficienza, controllo matematico e direzione creativa devono continuare a sostenersi.
La velocità è soltanto una parte del valore
La discussione sull’intelligenza artificiale nel game development viene spesso ridotta a una domanda: quanto tempo consente di risparmiare? Il racconto di Berkcan Topcu, developer di SlotMatic, suggerisce una valutazione più ampia. La velocità crea valore soltanto quando il prodotto rimane coerente, verificabile e capace di sostenere un’esperienza riconoscibile.
SlotMatic by Hub Innovation ha vinto il premio Rising Star agli EGR Italy Awards 2026. Topcu ha partecipato al progetto quasi dalle prime fasi e lavora su meccaniche, frontend e integrazione tecnica. La sua esperienza descrive l’AI come uno strumento che permette di sperimentare più rapidamente, proporre alternative e ridurre il peso delle attività ripetitive; non come un soggetto al quale trasferire creatività e responsabilità.
Più soluzioni richiedono una migliore capacità di scelta
L’AI modifica il volume e la velocità delle opzioni disponibili. Di conseguenza, la competenza centrale non diventa accettare la prima risposta, ma comprendere il problema e selezionare l’approccio adatto all’intero progetto. Una soluzione può essere tecnicamente corretta su un singolo modulo e generare inefficienze o instabilità quando viene integrata con gli altri.
«La capacità più importante consiste nel riuscire a guardare il quadro generale continuando, nello stesso tempo, a prestare attenzione ai piccoli particolari. Credo che anche la curiosità sia diventata ancora più preziosa, perché la tecnologia cambia rapidamente e non ci si può permettere di lavorare sempre nello stesso modo.»
Per un operatore, questa distinzione è rilevante. La promessa di produrre più velocemente non può prescindere da qualità, affidabilità, compatibilità e possibilità di controllare le variabili fondamentali. Il valore non è generare più output, ma ridurre il tempo necessario per arrivare a una soluzione che superi verifiche tecniche e di prodotto.
Pidiots come caso di studio
Pidiots attraversa l’intero processo. Il lavoro parte dal tipo di esperienza da costruire e dalle meccaniche che dovranno sostenerla. Si sviluppa quindi la matematica, controllando probabilità, pagamenti e bonus. L’AI supporta parte dello sviluppo e del testing, ma la logica viene verificata e validata dal team.
Nel codice, gli strumenti AI possono velocizzare l’implementazione e aiutare a risolvere problemi senza ricominciare ogni volta dallo stesso punto. Nelle animazioni, modelli differenti vengono combinati e confrontati finché movimenti e reazioni risultano coerenti con la personalità dei cinque protagonisti. Ogni fase produce alternative; la scelta finale resta umana.
«La vera forza di SlotMatic consiste nel fatto che non stiamo lasciando all’intelligenza artificiale la creatività o le decisioni più importanti. La utilizziamo per concedere al team maggiore libertà e permettergli di concentrarsi sugli elementi che rendono unico ciascun gioco.»
Controllo matematico e libertà visiva
La struttura di Pidiots rende evidente la separazione tra livello creativo e livello logico. I personaggi sono volutamente strani, esagerati e imprevedibili. Il giocatore deve poter riconoscere una personalità, scegliere un preferito e sorprendersi davanti a una reazione inattesa. Il comportamento visivo non può però interferire con il risultato dello spin.
Le animazioni devono avvenire nel momento corretto e gli stati del gioco devono rimanere sincronizzati. Quando un’idea divertente rischia di alterare la logica, lo sviluppatore deve trovare una strada tecnica differente che salvi il concept senza compromettere l’affidabilità. Da qui la sintesi di Topcu: ai personaggi è permesso essere idioti, al codice no.
La prova dell’engagement agli EGR
La serata degli EGR ha offerto un primo riscontro pubblico. Il torneo di Pidiots ha coinvolto, secondo Topcu, circa 200 partecipanti. Ogni giocatore aveva un numero limitato di spin e i primi tre punteggi venivano premiati. In alcuni momenti, davanti alle postazioni si è formata una fila.
Il dato non può essere trasformato automaticamente in una previsione commerciale. Mostra però la capacità del prodotto di attirare attenzione in un contesto professionale e di convertire la curiosità in interazione. Per un progetto giovane, osservare persone estranee al team disposte ad attendere per provare il gioco rappresenta un segnale qualitativo significativo.
Dalla risposta del pubblico al valore per l’operatore
Se dovesse presentare SlotMatic a un operatore attraverso un solo progetto, Topcu sceglierebbe Pidiots. Prima lascerebbe esplorare il gioco: città, personaggi, animazioni e progressione. Poi mostrerebbe il processo nascosto che combina modelli AI, matematica, meccaniche e codice.
«Alla fine vorrei che l’operatore vedesse due cose: un gioco che le persone si divertono realmente a utilizzare e un approccio allo sviluppo che ci consente di continuare a creare nuove esperienze in modo efficiente.»
Questa doppia lettura spiega il potenziale del modello. Da una parte esiste il prodotto, valutabile attraverso esperienza e risposta del pubblico. Dall’altra c’è l’infrastruttura produttiva, pensata per accorciare i cicli senza rinunciare al controllo. Il premio Rising Star ha riconosciuto la seconda; la fila agli EGR ha reso visibile la prima.
L’equilibrio che determinerà la qualità dell’AI
L’intelligenza artificiale permette di lavorare più velocemente, ma non rende meno necessarie le competenze. Aumenta invece il numero di decisioni che devono essere prese: quale soluzione integrare, quale animazione conservare, quale matematica validare e quale compromesso rifiutare.
Il caso SlotMatic mostra quindi che la domanda decisiva non è se l’AI entrerà nel game development, ma quale modello di governance accompagnerà il suo utilizzo. Per Topcu la risposta è chiara: tecnologia per ampliare possibilità ed efficienza, persone per definire direzione, qualità e responsabilità del risultato.
